Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

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L’elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che concerna l’affidamento di minori può connettersi ad un qualunque comportamento da cui derivi la frustrazione delle legittime pretese altrui, compresi gli atteggiamenti di mero carattere omissivo. Ne consegue la rilevanza penale della condotta del genitore affidatario il quale, esternando al figlio un atteggiamento di rifiuto a proposito degli incontri con il genitore separato, non si attivi affinché il minore maturi un atteggiamento psicologico favorevole allo sviluppo di un equilibrato rapporto con l’altro genitore. (Nella specie la Corte ha per altro rilevato la dipendenza dell’atteggiamento di rifiuto del minore dalla forte conflittualità espressa dal genitore affidatario nei confronti del coniuge, escludendo per tale ragione che potesse rilevare quale giustificato motivo per il comportamento dello stesso affidatario, pure improntato ad un formale rispetto delle prescrizioni giudiziali).

Corte di Cassazione, sezione 6, penale, sentenza 22 settembre 2004, Rv 230211.

L’elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che riguardi l’affidamento di minori può concretarsi in un qualunque comportamento da cui derivi la “frustrazione” delle legittime pretese altrui, ivi compresi gli atteggiamenti di mero carattere omissivo. (Fattispecie in cui il genitore affidatario, cambiando continuamente il luogo di dimora senza darne preavviso al marito separato, aveva di fatto impedito l’esercizio del diritto di visita e di frequentazione dei figli).

Corte di Cassazione, sezione 6, penale, sentenza 16 settembre 2010, Rv 248157.

 

Resistenza a pubblico ufficiale e causa di non punibilità. Cass. penale, sez. VI, 18 marzo 2016, n° 16101.

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Causa di non punibilità nel reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Massima.

L’arbitrarietà dell’azione del pubblico ufficiale, ai fini dell’applicabilità della causa di non punibilità prevista dall’art. 393 bis c.p., è ravvisabile quando ci si trovi in presenza di un’attività ingiustamente persecutoria del pubblico ufficiale, il cui comportamento fuoriesca del tutto dalle ordinarie modalità di esplicazione dell’azione di controllo e prevenzione demandategli nei confronti del privato destinatario ovvero del consapevole travalicamento dei limiti e delle modalità entro cui le funzioni pubbliche devono essere esercitate, ivi ricomprendendovi anche i comportamenti sconvenienti e prepotenti del pubblico ufficiale. Peraltro, la causa di non punibilità può essere riconosciuta in termini più ampi, quando vengano in rilievo beni costituzionalmente garantiti, quali l’inviolabilità del domicilio (art. 14 Cost.), come nel caso di perquisizioni domiciliari basate su meri sospetti, o la stessa libertà personale (art. 13 Cost.), come nel caso di indebiti accompagnamenti coattivi in uffici di polizia.

 

Precisazioni in punto di diritto relative al reato di calunnia.

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In tema di calunnia la reiterazione di dichiarazioni di conferma della falsa accusa non può concretare ulteriori violazioni della stessa norma incriminatrice (Cassazione penale, sez., VI, 12.11.2009, n° 2933).

In virtù di tale principio giuridico lo Studio ha ottenuto la dichiarazione di estinzione del reato per intervenuta prescrizione come da sentenza allegata.

Sentenza